Full text: papers communicated to the first International Eugenics Congress held at the University of London, July 24th to 30th, 1912

D. C. Gini.Sociology and Eugenics.257 
Ma l’egoismo individúale e l’affetto famigliare paiono sufficient per 
assicurare, nei limit! del possibile, tale miglioramento, mentre, per ció che 
conoerne i mezzi (1) e (3) per migliorare la razza., l’istinto sessuale, le 
abitudini sociali o le ambizioni individuali possono condurre a risultati in 
contrasto coi fini dell’Eugenica. Sui mezzi (1) e (3) deve pertanto 
concentrarsi l’attenzione dell’Eugenista. Ora tali mezzi consistono appunto 
nel regolamento delle circostanze, per cui la riproduzione e l’allevamento dei 
nati dell’uomo differiscono da quelli delle specie animali superiori alio stato 
naturale. 4. Questa memoria ha precisamente lo scopo di portare nuovi contributi 
alio studio di codeste circostanze in base a dati tratti in gran parte da!lle 
statistiche ufficiali piü progredite del movimento della popolazione, in parte 
da rilevazioni appositamente eseguite, o fatte eseguire, dall’A. negli uffici 
di statistica municipale di Roma e di Cagliari e nelle Cliniche Ostetriche di 
parecchie cittá italiane.Capitolo IIo. 
/ nati secondo il mese del loro concefimento. 
5. II fenomeno della periodicitá delle nascite secondo i mesi é stato 
osservato da tempo su dati relativi a molti Stati di Europa. In questi 
Stati, il numero delle nascite off re due massimi: l’uno, piü. prolungato, 
va, nella maggior parte dei paesi, da Gennaio ad Aprile e corrisponde ai 
concepimenti da Aprile a Luglio; l’altro, piü breve e di regola piü debole, 
cade nel Settembre e corrisponde ai concepimenti del Dicembre. Questo 
si suole attribuire a cause sociali, in particolare al ritorno in patria di molti 
assenti in occasione delle feste del Natale e del Capodanno e al 
consequente riannodarsi di interrotti rapporti coniugali; quello si fa risalire, 
esclusivamente o prevalentemente, a cause naturali, vale a dire a una 
maggiore attitudine a riprodursi dell’organismo umano in primavera. La 
circostanza che le nascite i'llegittime mostrano piü prolungato ed intenso 
il massimo dei mesi invernali e, di solito, o non presentano affatto o 
presentano attenuate il massimo del Settembre, é riguardata come una 
conferma di tale spiegazione. 
Ammessa la quale, viene naturale porre in relazione la maggiore 
feconditá della specie umana nella primavera col periodo di calore che, 
nella maggior parte delle specie animali monomestruate, cade precisamente 
in codesta stagione: la maggior frequenza dei concepimenti in primavera 
rappresenterebbe appunto, secondo molti autori (Westermarck, Haycraft, 
Ewart), un residuo atavico di una primitiva stagione di riproduzione. 
Giunti a questo punto, vien fatto di domandarci se gli individui concepiti 
in primavera, seguendo, per cosi dire, l’uso primordiale della nostra specie, 
non presentino per avventura caratteri particolarmente favorevoli; movendo
        

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