Full text: papers communicated to the first International Eugenics Congress held at the University of London, July 24th to 30th, 1912

V. G. Ruggeri.Biology and Eugenics.31 
33% di queste medesime famiglie presentava consanguineitá dei genitori, 
onde si spiega che il carattere latente, cioé ¡’albinismo, derivava ad essi da 
un comune antenato; e cosi é probabile in molti altri casi, se si considera 
che ció potrebbe avvenire anche fra cugini di un grado remotissimo, i quail i 
naturalmente ignorano la loro parentela. 
La qualitá recessiva delPalbinismo e il suo comportamento mendeliano 
sembrano quindi ben stabiliti, nonostante le critiche matematiche del 
Pearson, le quali tralasciamo, avendo ad esse risposto gli stessi Davenport. 
Senza volere entrare in particolari, merita tuttavia speciale menzione una 
famiglia di mulatti della Luisiana con albinismo parziale ereditario, stata 
studiata in Italia dal Frassetto e dal Levi(i). L’albero genealógico mostra 
diverse generazioni, ciascuna delle quali presentava uno dei genitori albino. 
Ma una di queste generazioni é particolármente interessante per il grande 
numero di figli che si ebbe da única coppia, cioé 15 dei quali 8 a'lbini: 
la percentuale dell’albinismo é vicinissima al 50%, com’era previsto della 
teoria, ammesso che il genitore normalmente pigmentato abbia avuto il 
carattere albino recessivo, secondo la formula (d r x r r), in cui d — domi­ 
nante, r = recessivo o remissivo. Nella generazione successiva i discendenti 
sono ancora scarsi (e anche il loro numero é diverso secondo i due autori), e 
il loro comportamente indurrebbe—se non fosse troppo presto—a negare 
che si verifichi la regola di Mendel. 
Invece, se il genitore normalmente pigmentato non ha recessivo il carattere 
dell’albinismo, il comportamento é diverso; cioé, alia prima generazione 
nessuno dei figli deve presentare l’albinismo palese. II caso di Farabee(2) 
é bellissimo in proposito. Un albino negro sposato a una negra ebbe tre 
figli normalmente pigmentati. Ma l’albinismo latente si manifestó alia 
seconda generazione, esattamente come abbiamo visto per i topi albini. 
Poiché uno dei tre figli ebbe da due negre 15 figli, dei quali 4 albini, il che 
corrisponde precisamente alia divisione dei determinanti, restando il 
carattere recessivo isolato (e quindi palese) ogni 4 figli. II comportamento 
dimostra che anche alia seconda generazione il carattere dell’albinismo era 
(recessivo) soltanto in uno dei genitori; altrimenti si sarebbe avuta la pro- 
porzione del 50% come nel caso Frassetto—Levi. Evidentemente famiglie 
con pochi figli sono molto meno dimostrative. 
Per regola generale, quando una generazione viene saltata, come nel caso 
riferito, vuol dire che il carattere é recessivo. Sembrerebbe che anche il 
(1) E. Levi, Albinismo -parziale eredo-famigliare in Negri della Luisia?ia. Arch, 
per l’Antrop. e l’Etnol XXXIX. (1909), fase. 1; F. Frassetto, Casi di albinismo 
■parziale ereditario nella famiglia Anderson della Luisiana. Atti Soc. Rom. di 
Antrop. XV. (1910), fase. 2. 
(2) W. C. Farabee, Notes on a Negro Albinism. Science, New Series, XVII. 
(i9°3)j Jan.-June.
        

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